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AMBULATORIO SPECIALISTICO
"Renato Traina" s.r.l.
Via Girgenti, 53
92020 - Bivona (AG) SICILIA - SICILY - ITALY - ITALIA

AGRIGENTO
tel. 0922 99 32 38
fax: 0922 98 68 52
e-mail: info@aspertdialisi.it

L' Ambulatorio Specialistico Renato Traina è una struttura privata pre-accreditata convenzionata dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale) nata a primavera 2001. Il centro si sviluppa su 450 mq e può espletare anche dialisi turistica, con impegnativa, al di fuori dei turni istituzionali, per persone che vogliono trascorrere le loro vacanze in questa bellissima località. Il Centro è facilmente raggiungibile con l'automobile.

AMBULATORIO
Il centro dialisi offre la possibilità di effettuare operazioni di ambulatorio espletando le seguenti attività:

- Attività chirurgica di reparto (coinvolge tutti i medici dello staff nella creazione di fistole artero-venose mediante chirurgia vascolare invasiva e l'inserimento di cateteri in vena femorale e cateteri venosi centrali)

- Attività di controllo ed analisi di laboratorio specifiche

EMODIALISI
Il settore emodialisi dispone di 12 posti rene, ed espleta turni ed orari giornalieri con adeguada flessibilità. Il paziente ha la facoltà di concordare gli orari a lui più comodi.
L'attività clinica di emodialisi è comunque suddivisa in due turni giornalieri (7:30-13:30 e 13:30-19:30).
Il centro si avvale della disponibilità di strutture ospedaliere pubbliche (20 Km) in caso di richieste eccessive.

I tipi di emodialisi trattati sono:
- emodialisi in bicarbonato
- emodiafiltrazione

MACCHINARI
L'acqua è uno dei componenti più essenziali del fluido di dialisi.
Di conseguenza, l'acqua di alta qualità, sia da un punto di vista chimico che microbiologico, è essenziale per un buon risultato di lunga durata. La qualità dell'acqua è determinante per l'esito di una sicura dialisi. È per questo motivo che ci siamo rivolti alla CULLIGAN azienda leader nel trattamento delle acque. A loro è affidalo il sistema di controllo analisi preventiva dell'acqua nonché i controlli qualitativi della stessa.

- Gambro AK200 ultra
- Bombole per acqua Culligan

TRAPIANTI
Il paziende è seguito in tutte le sue fasi per una adeguata preparazione all'intervento.

EMODIALISI

DIALISI PERITONEALE

Il personale del Centro Dialisi è così costituito:

§ Personale medico
- Medico specialistico in nefrologia
- Medico di sala
- n° 5 medici specialistici

§ Personale non medico
- n° 5 infermieri professionali (per entrambe sala reni ed epatite)
- Agente tecnico
- Tecnico di laboratorio
- Tecnico addetto all'amministrazione

CENNI STORICI DEL LUOGO
Bivona (Ag), si trova lungo la Valle del fiume Magazzolo. Le origini del paese in questione risalgono ad un casale presente nella zona nel dodicesimo secolo. Successivamente tale casale e' affidato all'ammiraglio De Aurea che fa edificare nelle vicinanze un castello, oggi ridotto ad un complesso di ruderi. Nel corso dei secoli la zona passa da una famiglia nobiliare ad un'altra grazie al succedersi di matrimoni e nuove alleanze. Il XIV e XV secolo prevedono nuovi sviluppi positivi per la citta', come la elevazione a citta' ducale, la costruzione di nuovi feudi e la ripresa economica
ed edilizia.
La visita turistica della citta' deve riguardare le sue Chiese, come quella Madre di probabile origine trecentesca ed il Santuario della Madonna dell'Olio, santuario edificato nei dintorni cittadini e meta di pellegrinaggi.
www.bivona.net
www.sicilia.indettaglio.it/ita/comuni/ag/bivona/bivona.html

STRUTTURA DEL CENTRO DIALISI ASPERT
Il Centro Dialisi ha la seguente struttura:

- Sala dialisi (n° 12 posti rene in 120 mq)
- Sala trattamento epatite (n° 1 posti per trattamento)
- Sala trattamento acque per osmosi inversa (la disinfezione dell'impianto di preparazione e distribuzione dell'acqua avviene 6 gg su 7)
- Laboratorio per esami ematoclinici (determinazione di urea, creatinina, calcio, fosforo, potassio, etc.)
- Spogliatoio per uomo e per donna
- Sala aspetto
- Sala operatoria
- Sala medici
- Sala accettazione
- Area amministrativa

APPROFONDIMENTI

Informazioni sull'emodialisi
fonte: www.benessere.com
Gli accessi vascolari
Per fare l'emodialisi deve essere eseguito un particolare intervento chirurgico, chiamato accesso vascolare, nel braccio (più frequentemente), nella gamba o vicino alla clavicola. L'accesso vascolare è il punto dove sono posizionati gli aghi che servono a estrarre il sangue dal corpo e reimmetterlo dopo che è stato filtrato dalla macchina di dialisi. Esistono tre tipi di accessi: la fistola arterovenosa, gli innesti artificiali (protesi), e i cateteri nella vena giugulare o succlavia o femorale. I medici tendono a usare sempre più le fistole e a creare l'accesso il più presto possibile durante la fase che precede l'inizio del trattamento dialitico.

Una fistola permette il passaggio di alti flussi di sangue per la dialisi, e serve a fare aumentare di volume una vena dell'avambraccio. Il paziente dovrà subire un piccolo intervento, di solito in anestesia locale, che consiste nel creare un collegamento permanente tra una vena e un'arteria. Dopo 4/6 settimane la vena diventa molto più grande e più robusta, e può essere usata come accesso per la dialisi.

Ecco come funziona una fistola arterovenosa:
1.      Durante la dialisi due aghi sono inseriti nelle vene "che partono dalla fistola". Un ago preleva il sangue che deve essere depurato, l'altro riporta il sangue filtrato al corpo.
2.      Gli aghi sono collegati mediante tubi di plastica a un filtro speciale, chiamato dializzatore (o rene artificiale).
3.      Una pompa spinge il sangue nel dializzatore. Il sangue passa in un lato del filtro e la soluzione preparata dalla macchina passa nell'altro. La soluzione, che non si mescola con il sangue, estrae i liquidi in eccesso e i prodotti di scarto attraverso un processo chiamato dialisi.
4.      Il sangue "ripulito" arriva al secondo ago mediante il tubo di plastica ed è reintrodotto nel corpo del paziente.
La protesi è un tipo di accesso usato nei casi in cui le vene sono troppo piccole o deboli per permettere l'allestimento di un fistola arterovenosa. Si tratta di un tubo morbido e resistente sintetico che collega un'arteria a una vena. È messa sotto la pelle del braccio, come una vena naturale. Il sangue del paziente scorre attraverso questo tubo, che si comporta come una vena artificiale.

A volte l'emodialisi è necessaria urgentemente e non c'è tempo per creare una fistola o un innesto. In questi casi un tubo, chiamato catetere, può essere inserito nella vena del collo (la vena giugulare), dietro la clavicola (vena succlavia) o nell'inguine (vena femorale). Questo tubo è utilizzato sia per far uscire sia per fare rientrare il sangue nell'organismo.
 
I due tipi di emodialisi
Il centro di emodialisi. La maggior parte dei trattamenti di emodialisi è eseguita in centri specializzati. Il paziente deve arrivare al centro regolarmente negli orari stabiliti. Al centro un personale composto da infermieri e tecnici esegue il trattamento. È responsabilità del paziente recarsi al centro per i trattamenti programmati, prendere i medicinali prescritti, seguire correttamente la dieta pianificata e limitare l'assunzione di liquidi.

Emodialisi domiciliare. Alcuni pazienti si trovano molto bene facendo la dialisi a casa propria. Per imparare a farsi l'emodialisi a casa ci vogliono 6/8 settimane di addestramento. Insieme al paziente è istruito anche un parente - di solito un famigliare - ed entrambi hanno la responsabilità della gestione del trattamento. Durante l'addestramento (che si svolge in ospedale), un infermiere esperto insegna al paziente e al partner a fare la dialisi, affiancandoli in tutte le fasi. Col passare del tempo, al paziente e al partner sono affidate sempre maggiori responsabilità.

Dopo avere completato l'addestramento, il paziente e il partner possono programmare l'esecuzione delle dialisi a intervalli regolari. L'emodialisi domiciliare può richiedere un grande sforzo alla famiglia perché necessita della presenza costante di un partner. L'emodialisi domiciliare resta comunque il tipo di dialisi che consente la miglior riabilitazione clinica e socio-lavorativa, anche se obiettivi limiti nella scelta dei candidati la rendono un trattamento adatto solo a una piccola percentuale di casi.
 
Sei idoneo per l'emodialisi?
Pressoché tutti i pazienti che necessitano di dialisi possono essere sottoposti a emodialisi. L'emodialisi è stata fino a poco tempo fa l'unico trattamento possibile. Oggi, i pazienti possono scegliere. Alcuni fanno l'emodialisi perché il medico ritiene che sia il trattamento più adatto alle loro condizioni. Altri scelgono l'emodialisi perché meglio si addice alle loro necessità o al loro modo di vivere.
 
Abitudini di vita
Chi fa l'emodialisi deve spesso cambiare le proprie abitudini. Più volte alla settimana deve recarsi e tornare dal centro dialisi, con un notevole disagio iniziale per i disturbi provocati dai trattamenti e per le drastiche limitazioni nelle abitudini alimentari. Molti pazienti hanno bisogno di adattarsi alle oscillazioni di alcuni componenti del sangue (elettroliti, urea, acidi, basi, ecc.) prima, durante, e dopo i trattamenti dialitici. Alcuni centri sono aperti anche di notte ed eseguono i trattamenti anche nelle ore notturne.
 
Viaggi
Viaggiare è sicuramente possibile per chi è in emodialisi. Una limitazione è la disponibilità di centri in grado e disponibili a fare il trattamento a pazienti di passaggio. Il personale del centro che ha in carico il paziente potrà indicargli le sedi di dialisi in altre città, regioni o paesi.
 
L'immagine di sé
Quando i medici creano l'accesso per l'emodialisi, cercano di fare in modo che non si veda. Sono comunque evidenti alcuni segni che possono provocare disagio al paziente. Per creare l'accesso, la vena e l'arteria sono collegate in modo da favorire lo sviluppo di una vena adatta all'esecuzione di trattamenti ripetuti. La vena tende ad ingrandirsi per consentire il passaggio dell'elevata quantità di sangue necessaria per la dialisi ed è probabile che in questi casi diventi visibile. Sul braccio, inoltre, possono essere evidenti le tracce lasciate dagli aghi usati per l'emodialisi e, qualche volta, toccando la sede dell'accesso, si può avvertire un lieve fruscio o una vibrazione.

È normale quindi che all'inizio ti senta a disagio o sia preoccupato.

Ma ricorda: probabilmente, trattandosi della tua immagine personale, è normale che tu tenda a accentuarne ogni piccola menomazione. E' comunque un sacrificio che vale la pena di accettare in cambio degli indubbi vantaggi sulla salute.
 
Lavoro/scuola
Può essere difficile andare a scuola o lavorare a tempo pieno quando sei sottoposto a emodialisi. Molti centri sono aperti durante le ore serali e questo può essere un aiuto. Il personale del centro dialisi cercherà di venirti incontro per rendere compatibile l'orario di dialisi con i tuoi impegni lavorativi.
La cura dell'accesso vascolare
L'accesso vascolare (fistola) risulta estremamente importante per la tua dialisi. Dopo che la piccola ferita provocata dalla creazione dell'accesso si è completamente rimarginata, puoi tranquillamente fare il bagno o la doccia. Puoi anche usare senza problemi il braccio o la gamba, evitando di fare pressione sull'accesso.

Altri suggerimenti:
Se hai un catetere in vena succlavia o giugulare o femorale:
Problematiche
Ecco quali problemi possono insorgere durante un trattamento di emodialisi:
I seguenti problemi sono relativi all'accesso:

Infezione. Ecco un altro possibile problema. Per evitarlo, occorre pulire e disinfettare perfettamente la pelle che copre l'accesso prima di inserire gli aghi. Arrossamenti o segni di infezione dovrebbero essere rilevati immediatamente.
Trombosi: A volte si possono formare coaguli (trombi) di sangue nella fistola o nella protesi. Questi coaguli non sono pericolosi, perché non possono arrivare al cuore o ai polmoni, ma possono rendere definitivamente impraticabile l'accesso e devono essere rimossi chirurgicamente.

Ci sono persone che non hanno problemi di trombosi. Altri invece devono vedersela con questo problema spesso e possono avere bisogno in tempi successivi di più di un accesso vascolare. Ogni giorno i pazienti dovrebbero controllare che il sangue scorra liberamente attraverso la fistola o l'innesto. Il controllo è semplice: basta toccare leggermente l'area per sentire se pulsa o ascoltare il fremito del sangue che scorre con un fonendoscopio. Avvisa sempre il centro di dialisi immediatamente se pensi che l'accesso si sia fermato.

Sovraccarico di liquidi: Le persone con insufficienza renale avanzata urinano poco, a volte niente. Questo significa che trattengono i liquidi in eccesso nel corpo. Questo può provocare un aumento di peso e della pressione del sangue. I sintomi sono i seguenti: caviglie gonfie, occhi gonfi e mancanza del respiro. I pazienti con sovraccarico di liquidi dovranno mantenere il peso prescritto, limitare l'assunzione di liquidi e di sale, come raccomandato dal medico, e tenere sotto controllo la pressione arteriosa.
 
Informazioni sulla dialisi peritoneale
fonte: www.benessere.com
 
Introduzione
La dialisi peritoneale (DP) utilizza un filtro naturale, una membrana presente nel corpo chiamata membrana peritoneale. A differenza dell'emodialisi, il paziente non ha bisogno di recarsi presso il centro dialisi. I pazienti sono addestrati a farsi la dialisi a casa in orari stabiliti in base ai propri impegni.

Il processo di DP è chiamato "scambio". Un paziente in DP fa di solito da 3 a 5 "scambi" al giorno. Il sangue non lascia mai il corpo durante la DP.

Ecco i passaggi:
1.      Il liquido di dialisi entra nella cavità peritoneale ("Riempimento").
2.      Mentre il fluido è nella cavità peritoneale, i liquidi in eccesso e gli scarti passano attraverso la membrana peritoneale nel fluido di dialisi ("Pausa").
3.      Dopo alcune ore il liquido di dialisi viene rimosso ("Drenaggio") e sostituto con un nuovo fluido.
Prima di scegliere un trattamento, è opportuno che valuti attentamente gli effetti che potrà avere sulle tue attività quotidiane. Gli argomenti sopra riportati ti daranno maggiori informazioni sulla dialisi peritoneale.
 
L'accesso peritoneale
Il liquido di dialisi entra nella cavità peritoneale (nell'addome) attraverso un piccolo tubo di plastica morbida (il catetere), che è inserito nell'addome con un'operazione relativamente semplice. Il catetere ha un diametro di poco più di 50 mm ed è di solito posizionato un centimetro al di sotto dell'ombelico, a un paio di centimetri dalla linea mediana. Fuoriescono dalla cute solo 4-6 centimetri di catetere.

Il punto dove il catetere esce dalla cute è chiamato "punto di uscita". Il personale che si prenderà cura di te farà in modo che i tubi possano essere collegati comodamente e nascosti facilmente sotto i vestiti. Oltre a ciò è necessario un piccolo set di tubi, lunghi pochi centimetri, che si fissano al catetere e non devono essere rimossi. Ad essi si collegano le apparecchiature per la DP.
I due tipi di dialisi peritoneale
Sia la CAPD (Dialisi Peritoneale Manuale), sia la APD (Dialisi Peritoneale Automatizzata) sono tecniche valide di DP.

1. CAPD: Dialisi Peritoneale Ambulatoriale Continua

Ecco cosa significa CAPD:
Continua: la CAPD è continua perché il processo di dialisi non si ferma mai. Funziona proprio come fanno i reni, con un processo molto naturale. La CAPD pulisce il sangue continuamente, finché c'è liquido di dialisi nella cavità peritoneale. Con la CAPD, puoi essere in dialisi 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.

Ambulatoriale: "Deambulare" significa in latino "camminare." La CAPD è ambulatoriale perché non sei legato a una macchina per il trattamento. La dialisi è in funzione sempre, giorno e notte - mentre lavori o cammini e mentre dormi.

Peritoneale: Si riferisce al peritoneo, una sottilissima membrana dell'addome. La membrana peritoneale agisce come un filtro che rimuove le scorie dal sangue. Il peritoneo è formato da due superfici. All'interno di questi due superfici è introdotto il liquido di dialisi, che ha la capacità di sottrarre le scorie contenute nel sangue e l'acqua in eccesso. Le scorie e i liquidi in eccesso passano nella soluzione di dialisi che, dopo qualche ora, è rimossa dal corpo ed è raccolta in una sacca di drenaggio.

Dialisi: Il sangue è filtrato e pulito dalle scorie e dai liquidi in eccesso. Durante il trattamento il sangue non esce dall'organismo. Il processo dialitico, lento, dolce e continuo, è ben tollerato dal paziente.

Nella CAPD si sostituisce il liquido nella cavità peritoneale con una procedura, chiamata "scambio", che può essere eseguita in un luogo facilmente accessibile - a casa, sul lavoro, a scuola o in vacanza, purché sia pulito. Il liquido carico di scorie fuoriesce per gravità dall'addome in una sacca vuota. Al termine è introdotto per gravità in cavità peritoneale liquido di dialisi nuovo. La maggior parte dei pazienti in CAPD necessita di 3-4 scambi al giorno.

Per cominciare la CAPD devi collegare il catetere a una sacca di liquido di dialisi. Poi fai scendere il liquido in cavità peritoneale attraverso il catetere. Una volta che tutto il liquido è nell'addome, puoi staccare la sacca e dedicarti alle attività abituali per le successive 4 -5 ore. Questa fase è chiamata tempo di pausa. La CAPD non è fastidiosa né dolorosa e un adulto può tenere 2-3 litri di liquido in addome senza particolari problemi.

Al momento di rimuovere dal corpo il liquido usato, devi ricollegare il catetere a una sacca di drenaggio vuota e a una sacca di soluzione nuova appesa su un sostegno accanto a te. Il liquido usato defluisce nella sacca vuota messa sul pavimento. Poi il liquido nuovo scende in addome dalla sacca appesa. Il liquido usato impiega 10-20 minuti per uscire e la soluzione nuova 10 minuti per entrare in addome. Terminato lo scambio, stacchi la sacca e la getti via. Da questo momento sei libero per le prossime 4-5 ore.

Con la CAPD puoi eseguire tranquillamente il trattamento a casa tua. L'orario degli scambi è flessibile e può essere modificato in base alle tue esigenze. L'addestramento alla CAPD è svolto da un infermiere con un corso composto da alcune lezioni teoriche e pratiche. Non sono usati aghi e sia la dieta sia l'apporto di liquidi sono di solito meno ristretti che in emodialisi.

2. APD: Dialisi Peritoneale Automatizzata
L'APD utilizza una macchina ("cycler automatizzato") per effettuare gli scambi di liquidi. Le macchine di APD sono semplici e sicure e possono essere utilizzate ovunque ci sia una presa di corrente elettrica.

Ecco come funziona: devi preparare tutto il necessario prima di andare a letto. Quando sei pronto, colleghi il catetere alle linee della macchina e la accendi. L'APD esegue automaticamente gli scambi in 8-10 ore mentre dormi. Durante questo tempo, la macchina per l'APD:
  • scalda il liquido,
  • misura la quantità di liquido che entra ed esce dalla cavità peritoneale,
  • fa uscire dall'addome la soluzione usata,
  • riempie la cavità peritoneale con una soluzione nuova,
  • garantisce che gli scambi avvengano regolarmente (3-5 volte per notte).
Al mattino successivo sconnetti il catetere dalla macchina. Molti lasciano in addome il liquido dell'ultimo scambio per tutta la giornata. Altri, per ottenere una dialisi più efficiente, eseguono uno scambio supplementare durante il giorno.

L'APD consente di godere di maggiore libertà durante la giornata ed è indicata per chi deve andare a scuola o lavorare tutto il giorno.

In alcuni pazienti l'APD è più vantaggiosa perché il liquido, lasciato nella cavità peritoneale per un tempo più breve, consente una depurazione più efficace. Questo è più facile da fare di notte, perché gli scambi sono eseguiti automaticamente dalla macchina. Invece, i pazienti in CAPD eseguono gli scambi durante il giorno e lasciano il liquido in addome per periodi più lunghi.

Il medico ti prescriverà tutto il materiale necessario per entrambi i tipi di dialisi peritoneale e l'infermiere ti spiegherà come ordinarlo. Il materiale ti arriverà direttamente a domicilio e la consegna è organizzata in modo che non ti venga mai a mancare nulla.

È necessario munirsi di uno spazio adeguato. Per immagazzinare il materiale sufficiente ad almeno due mesi di dialisi è necessario trovare in casa uno spazio adeguato. Un armadio o la cantina sono la soluzione ideale, purché non siano troppo caldi o troppo umidi.
Sei idoneo per la dialisi peritoneale?
La dialisi peritoneale può essere una buona opzione per te se:
  • vuoi una vita con meno limitazioni. La DP lascia molta più libertà a persone che viaggiano, lavorano o vanno a scuola
  • vivi a grande distanza da un centro di dialisi
  • hai avuto problemi con l'emodialisi
  • la tua membrana peritoneale può sopperire alle necessità quotidiane della DP
Abitudini di vita
Le persone in dialisi peritoneale possono condurre una vita abbastanza confortevole. La maggior parte di esse si adatta facilmente al trattamento e accetta di buon grado le limitate restrizioni dietetiche.
 
Lavoro/Scuola
Un vantaggio della dialisi peritoneale, rispetto all'emodialisi, è che ti permette di avere una maggior libertà. Dal momento che sei tu a controllare e a gestire il trattamento, puoi sceglierti l'orario che meno interferisce con le tue abitudini di vita. Se sei in emodialisi, puoi prendere tutti gli appuntamenti che vuoi nei tuoi orari abituali, ma devi tener conto di dover passare circa 4 ore in dialisi 3-4 volte alla settimana. Con la CAPD, sai che puoi fare uno scambio della durata di 20-30 minuti ovunque trovi un ambiente pulito in cui operare. Molte persone fanno il loro primo scambio a casa la mattina, il secondo al lavoro o a scuola all'ora di pranzo, il successivo a casa all'ora di cena e, per finire, l'ultimo scambio prima di andare a letto. Se sei in APD, puoi condurre il trattamento di notte, mentre dormi. Quest'ultima opzione ti lascia libero di lavorare o andare a scuola regolarmente.
 
La cura dell'accesso peritoneale
Il catetere è il tuo accesso permanente alla cavità addominale e non viene rimosso dopo il trattamento. Se sottoposto a manutenzione accurata, il catetere può durare per molti anni. Di solito, non è necessario coprire il catetere con alcuna benda o medicazione. Il forame di uscita del catetere (ostio cutaneo), dopo che è guarito dall'intervento di posizionamento, deve solo essere mantenuto pulito. La maggior parte dei pazienti lo pulisce a fondo quando è sotto la doccia. Il personale di dialisi ti darà le istruzioni su come comportarti. Il paziente si abitua rapidamente alla presenza del catetere e si rende conto che non riduce più di tanto la sua qualità di vita o le sue attività quotidiane.
Problematiche

Sovraccarico di liquidi: Le persone con insufficienza renale avanzata orinano poco, a volte niente. Questo significa che trattengono i liquidi in eccesso nel corpo. Questo può provocare un aumento di peso e della pressione del sangue. I sintomi sono i seguenti: caviglie gonfie, occhi gonfi e mancanza del respiro. I pazienti con sovraccarico di liquidi dovranno mantenere il peso prescritto, limitare l'assunzione di liquidi e di sale, come raccomandato dal medico, e tenere sotto controllo la pressione arteriosa.

Infezioni: Alcuni pazienti in dialisi peritoneale hanno problemi di infezione, che possono manifestarsi attorno al foro di uscita (dove il catetere esce dall'addome) o nella cavità peritoneale. La maggior parte di queste infezioni sono trattate facilmente a casa con antibiotici. Come tutte le infezioni, anche quelle legate alla dialisi peritoneale prima sono curate, prima guariscono. Nella fase di addestramento iniziale i pazienti sono istruiti su come ridurre i rischi di infezione.

Occorre ricordare sempre di:
  • lavare bene le mani
  • tenere pulite le superfici di lavoro
  • evitare di toccare il punto di collegamento tra le sacche e le linee
  • evitare di spargere germi sopra le connessioni con il respiro (portare una mascherina)
  • mantenere pulito il foro di uscita del catetere
  • seguire le istruzioni del centro dialisi e non fare cambiamenti senza avvisare
La peritonite è una delle possibili infezioni. Si tratta di un'infiammazione della membrana peritoneale.

Se hai una peritonite, ti accorgerai che:
  • la soluzione nella sacca di drenaggio si presenta torbida
  • puoi sentire dolore addominale e avere febbre
Se pensi di avere una peritonite, contatta immediatamente il medico o il centro dialisi.

Un altro tipo di infezione riguarda il foro di uscita dalla cute del catetere (detto "emergenza cutanea"). Se hai un'infezione dell'emergenza cutanea, puoi riscontrare uno o più dei seguenti sintomi:
  • fuoriuscita di pus
  • arrossamento
  • dolorabilità
  • rigonfiamento
Se credi di avere un'infezione al foro di uscita, contatta il medico o il centro di dialisi.

Dialisi insufficiente: Alcuni pazienti in dialisi peritoneale possono ricevere una dose di dialisi insufficiente, che facilita la comparsa di vari sintomi, come fatica, scarso appetito e nausea. Molti sono i provvedimenti che si possono adottare per aumentare l'efficienza dialitica, come per esempio:
  • aumentare il volume di riempimento (usando sacche con una maggior quantità di soluzione)
  • aggiungere uno scambio durante la giornata
  • aumentare la durata di collegamento alla macchina di dialisi (solo per pazienti in APD)
  • cambiare il tipo di trattamento di DP, per esempio passando da CAPD ad APD
  • cambiare il tipo di dialisi, passando dalla DP all'emodialisi
Non tutte le scelte possono andar bene per tutti i pazienti. Il medico deciderà qual è quella più adatta per te.
 
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mar 27 lug 2004

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mer 21 lug 2004

Formazione & Aggiornamento

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